Altino

MUSEO NAZIONALE E AREE ARCHEOLOGICHE


  via S. Eliodoro 56
  30020 Altino, Quarto d'Altino (Venezia)
  tel./fax 0422 789443 - pm-ven.quartodaltino@beniculturali.it
  Direzione: Mariolina Gamba   mariolina.gamba@beniculturali.it
N.B. A seguito dell'entrata in vigore del D.P.C.M. 29 agosto 2014 n. 171 (c.d. "Riforma Franceschini"), i Musei Archeologici Nazionali del Veneto afferiscono ora al Polo Museale del Veneto, Piazza San Marco 63 - 30124 -Venezia; tel. 0412967611; e-mail: pm-ven@beniculturali.it  - e-mail certificata: mbac-pm-ven@mailcert.beniculturali.it
Altino Quadr 
Museo Altino - Area archeologica est 
  • Orari, prezzi e altre informazioni
  • Descrizione del museo e delle aree archeologiche
  • Approfondimenti web
  • Approfondimenti bibliografici
  • Galleria immagini


Orari, prezzi e altre informazioni:

Ente competente: Polo Museale del Veneto (Museo), Soprintendenza Archeologia del Veneto (aree archeologiche)
Apertura: tutti i giorni, tutto l'anno. Chiusura nei giorni I Maggio, 25 Dicembre e I Gennaio (per eventuali aperture straordinarie in queste date contattare direttamente  il museo - 0422 789443).
Orario: 8.30-19.30 (chiusura della biglietteria ore 19.00).
Prezzo del biglietto: intero €3; ridotto €1,5 per insegnanti, ragazzi di età compresa tra 18 e 25 anni, gratuito per scolaresche e cittadini UE di età inferiore a 18 anni, forze dell'ordine. Gratuito per tutti ogni prima domenica del mese
Guida del museo: sì, ma non acquistabile in museo Depliant illustrativo: in omaggio, in 4 lingue
Accesso ai disabili: sì
Servizi didattici e visite guidate: presenti, su prenotazione. Vai alla sezione Servizi educativi e scarica i moduli
Biblioteca: sì, consultabile previo accordo con il responsabile
Laboratorio di restauro: si


Descrizione:
MUSEO
Il museo, in un complesso rurale ristrutturato, è situato presso la vasta area archeologica della città romana di Altinum, lungo la via Annia e ai margini della laguna veneta. L'esposizione si snoda al piano terra e al primo piano di un ex-risiera ottocentesca con le sezioni pre-protostorica e romana. Sono esposti un nucleo di materiali preromani che documenta le fasi più antiche della città, le ricostruzioni di importanti sepolture di romanizzazione, pregiato vasellame vitreo di epoca romana e importanti monumenti cittadini. Il percorso si completerà con la sezione tardoantica-altomedievale e quella dedicata al santuario emporico in località Fornace, a evidenziare l'importante ruolo di porto commerciale svolto da Altino preromana e romana.   

AREA ARCHEOLOGICA
All'esterno il percorso espositivo inizia dal lato del portico che fiancheggia il Museo e si apre con tre pannelli esplicativi che trattano il primo della composizione e della funzione dei recinti sepolcrali romani, il secondo della loro collocazione topografica nell'area altinate e il terzo del contenuto delle iscrizioni esposte. L'allestimento si compone di circa una quarantina di monumenti lapidei iscritti di età protoimperiale (I secolo a. C. - II secolo d. C.), che recano indicazioni sulla proprietà e sulle misure dei recinti funerari rinvenuti nelle necropoli altinati della via Annia, della via per Oderzo e della strada di raccordo tra quest'ultima e la via Annia. Presso l'estremità del lato del portico opposto a quello del Museo è esposto un tronco di rovere squadrato rinvenuto nell'area del canale Sioncello e utilizzato probabilmente come rinforzo di sponda. Il percorso termina lungo questo lato con un pannello che illustra la ricostruzione ideale dell'area archeologica altinate.  
Nel giardino di fronte alla porta d'ingresso del Museo sono esposti alcuni elementi relativi al mausoleo a baldacchino cui appartengono i ritratti  esposti nella Sala I.
Tra i diversi reperti collocati lungo la facciata e nel giardino del Museo si trovano alcuni notevoli frammenti di architravi e cornici decorate.
Nel piccolo giardino, dov'è visibile la prosecuzione della strada basolata mantenuta a vista nell'area archeologica Est, è stato ricostruito un recinto funerario in blocchi di trachite  proveniente dalla necropoli N-E dell'Annia.
Area Est
I resti più consistenti esposti nell'area Est si riferiscono al settore nord-orientale della città romana, che nel corso dei secoli ha subito importanti trasformazioni di tipo urbanistico.
Età tardorepubblicana: presso il limite orientale dell'area era attivo, fino all'inizio dell'età augustea, un canale orientato in senso nord-sud, precedente alla realizzazione del decumano, immediatamente visibile dall'ingresso all'area archeologica. Una gradinata in calcare, attualmente esposta all'interno di un abbassamento transennato, fungeva da approdo lungo la sponda occidentale del canale. Accanto a questa struttura sono visibili anche i resti di una grande fondazione in opera laterizia a pianta rettangolare, che si estendeva sotto il decumano.
Età augustea: all'occlusione del corso d'acqua succede la costruzione del decumano porticato, esposto per una lunghezza di circa 40 m, a sud del quale è esposto un prezioso pavimento in lastre di marmo con l'inserzione di un elemento circolare su cui poggia una base marmorea, interpretabile probabilmente come sostegno di un tripode per il culto di Apollo.
II secolo d. C.: la strada viene ricostruita in trachite e secondo un tracciato leggermente deviato rispetto al precedente ma mantenendo il portico sicuramente almeno lungo il lato sud. A nord del decumano sono i posti i resti di una domus con pavimentazione a mosaico: il motivo centrale è costituito dalla raffigurazione di un kantharos in tessere vitree policrome, di cui alcune risultano rivestite di foglia d'oro. Di nuovo lungo il lato nord del decumano ma nei pressi dell'ingresso all'area,  sono esposte le pavimentazioni a mosaico di un'altra domus, di cui si riconoscono: l'ingresso (fauces), con un mosaico che rappresenta una pantera che si abbevera ad un corno potorio, probabilmente a rappresentare l'adesione del proprietario al culto dionisiaco; uno spazio centrale aperto e porticato ai lati (atrium); i vani che si affiancavano all'atrium (alae) e il principale vano di soggiorno della casa (tablinum).
IV secolo d. C.: nel settore settentrionale dell'area, oltre i resti della domus, sono esposte le fondazioni di un imponente edificio a pianta rettangolare, forse a destinazione pubblica con funzione difensiva, ricavate dallo scavo di ampie trincee riempite con basoli e crepidini del decumano sui resti della domus del II secolo d. C.
Area Nord
L'area archeologica coincide con l'estensione di un'insula trapezoidale della città romana delimitata a est dal kardo maximus, a sud dalla prosecuzione del decumano esposto nell'Area Est e nel giardino del Museo, a ovest e a nord da un canale che doveva comunicare con il Sioncello e che lambiva la città. I resti più consistenti si riferiscono ad una delle porte urbiche della città, la settentrionale, e al kardo maximus. Il filare di pini marittimi ripercorre l'andamento del canale che delimitava la città a nord. Lungo la sponda dello stesso canale gli scavi hanno messo in luce una grande struttura in parte porticata e dotata di una banchina di ormeggio, interpretabile come un deposito di merci connesso con un molo fluviale. L'impianto della porta e della struttura porticata risale alla fine del I secolo a. C.
La porta urbica: l'edificio è costituito da una corte centrale a pianta quadrata di 9 m di lato e da due torri quadrangolari presso gli angoli settentrionali; presenta fondazioni in blocchi di arenaria legati da malta e costruite sopra una palificata in grossi tronchi di rovere; l'alzato era in laterizi. Ai lati della porta gli scavi hanno messo in luce un breve tratto delle mura della città, che, però, non si distribuivano lungo tutto il suo perimetro e, pertanto, sia la porta che le mura tendono ad essere interpretate non tanto come un'opera a carattere difensivo, quanto, piuttosto, come un ingresso monumentale alla città. Originariamente l'accesso dall'esterno avveniva attraverso un approdo dal canale che cingeva la città, pertanto il complesso della struttura nell'impianto originale è da interpretare come una porta-approdo.
Il ponte: di poco posteriore alla porta è un avancorpo rettangolare addossato all'interturrio, sostenuto in parte da palificate e in parte dalle riseghe di fondazione delle torri. Esso si interpreta come il basamento di un ponte che attraversava il canale e portava all'esterno della città. Alla fine del I secolo d. C. l'espansione verso nord dell'area urbana determinò l'interramento del canale.      


Approfondimenti web:
Portale della Provincia di Venezia: qui    Consulta la scheda in ArcheoVeneto: per il museo; per l'area archeologica a nord; per l'area archeologica a est del museo

Mostra Altino vetri di Laguna: qui 


Approfondimenti bibliografici:
BAROVIER MENTASTI R., TIRELLI M. (a cura di) 2010, Altino. Vetri di laguna


COMPOSTELLA C. 1996, Ornata sepulcra. Le "borghesie" municipali e la memoria di sé nell'arte funeraria del Veneto romano, pp. 135-205


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CRESCI MARRONE G., TIRELLI M. (a cura di) 2001, Orizzonti del sacro. Culti e santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale. Atti del convegno di Venezia, 01 e 02 Dicembre 1999;in Altinum, Studi di archeologia, epigrafia e storia 2, in Studi e ricerche nella Gallia Cisalpina 14, a cura di Bandelli G. e Verzar Bass M.

CRESCI MARRONE G., TIRELLI M. (a cura di) 2003, Produzione, merci e commerci in Altino preromana e romana. Atti del convegno di Venezia, 12 e 13 Dicembre 2001; in Altinum, Studi di archeologia, epigrafia e storia 3, in Studi e ricerche nella Gallia Cisalpina 17, a cura di Bandelli G. e Verzar Bass M.


CRESCI MARRONE G., TIRELLI M. (a cura di) 2005, Terminavit sepulcrum. I recinti funerari nelle necropoli di Altino. Atti del convegno di Venezia, 03 e 04 Dicembre 2003; in Altinum, Studi di archeologia, epigrafia e storia 4, in Studi e ricerche nella Gallia Cisalpina 19, a cura di Bandelli G. e Verzar Bass M.


CRESCI MARRONE G., TIRELLI M. 2009 (a cura di), Altnoi. Il santuario altinate. Strutture del sacro a confronto e i luoghi di culto lungo la via Annia. Atti del convegno di Venezia, 04 e 06 Dicembre 2006; in, Altinum, Studi di archeologia, epigrafia e storia 5, in Studi e ricerche nella Gallia Cisalpina 23, a cura di Bandelli G. e Verzar Bass M.


DI MAURO A. 2004 (a cura di), Musei e raccolte archeologiche del Veneto, pp. 100-101.


MAZZER A. 2005, I recinti funerari in area altinate. Le iscrizioni con indicazione di pedatura; tesi di laurea vincitore premio ALUC, 6° edizione del premio A. Colluto, Collana L'Album, n. 11.


SCARFÌ B. M., TOMBOLANI M. 1985, Altino preromana e romana.


TIRELLI M. 1993, Il Museo Archeologico Nazionale e le aree archeologiche di Altino, pp. 3-28.


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ZACCARIA RUGGIU A., TIRELLI M., GAMBACURTA G. 2005 (a cura di), Fragmenta. Altino tra Veneti e Romani. Scavo-scuola dell'Università Ca' Foscari di Venezia 2000-2002


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